Come Filtrare Contenuti Non Graditi

Lo dico spesso e se il Sig: Guy Kawasaki consiglia l’articolo di Thomas Germain su come filtrare i contenuti Social non graditi (in inglese), è sicuramente una voce più credibile di me.

Filtrare i contenuti significa utilizzare strumenti e strategie per selezionare o bloccare specifici messaggi, post o commenti che consideriamo indesiderati o dannosi nell’ambiente digitale. I contenuti che vediamo sulle varie bacheche dei Social che utilizziamo, i messaggi che arrivano, possono essere gestiti per evitare di farci perdere tempo o di rispondere di pancia a ciò che non ci aggrada.

Questi contenuti non graditi possono includere spam, fake news, messaggi offensivi o argomenti irritanti come politica, covid o calcio, il cui richiamo istintivo a leggere o rispondere a pareri discordanti è davvero alto per poi tramutarsi in un battibecco infinito che nulla porta se non uno stato di malessere psichico

Filtrare Contenuti su Facebook

Dietro la selezione dei contenuti c’è il funzionamento degli algoritmi social, che analizzano ogni nostra interazione per decidere quali post mostrarci di più e quali nascondere.


Su Facebook utilizzo molto spesso questi sistemi:
• nascondi post
• non seguire per 30 giorni
• blocca
• rimuovi dagli amici

Fornirete in questo modo all’algoritmo di Facebook un segnale molto forte e soprattutto corretto.
In pratica:
– se voi replicate di continuo a qualcosa che non vi va a genio, l’algoritmo interpreterà quelle azioni come positive e continuerà a mostrarvi quel dato contenuto, e simili.
– se dite all’algoritmo “nascondi post” date l’informazione corretta e lui capirà con il tempo che quegli argomenti non vi sono graditi.

Se gestisci una Pagina Facebook puoi anche filtrare i contenuti pubblicati direttamente dalle impostazioni della pagina Facebook. Puoi filtrare sia con il blocco delle parole che utilizzando il filtro volgarità.

Filtrare Contenuti: farlo su tutti i Social!

Filtrare commenti su Instagram
Si possono bloccare preventivamente commenti, emoticons e quanto non sia gradito nella vostra bacheca o nei commenti della tua pubblicazione.
• Come filtrare Commenti su Intagram

Proteggere i bambini da Internet
La tecnologia e Internet è l’opportunità più incredibile che i bambini di oggi possano pensare di avere: all’interno di Internet c’è tutto lo scibile umano e questo permetterà loro di poter diventare tuto quello che vorranno.

È necessario dare loro la capacità e la consapevolezza di farlo e questo è compito dei genitori che devono essere in grado di saper gestire sia i mezzi che la tecnologia internet.
Evitare che i giovani possano accedere a determinate aree dello spazio web (vedi siti per adulti, giochi d’azzardo, ad esempio) è relativamente facile se si conoscono le possibilità presenti in qualsiasi strumento tecnologico.
• Come proteggere i bambini su Internet
• Configurare lo smartphone per i bambini

Filtrare Contenuti su Tik Tok
Tik Tok è probabilmente il Social Network più utilizzato dai più giovani. Questo non vuol dire che il Social sia privo di pericoli o di contenuti non proprio adatti ai più piccoli.
È necessario per gli adulti conoscere questo Social e capire come funziona la comunicazione all’interno di esso. Purtroppo vedo da parte degli adulti dei comportamenti a dir poco imbarazzanti con pubblicazioni di video al limite della TSO.
• Come filtrare contenuti su Tik Tok

Gestisci il Tuo Tempo

Gestire il proprio tempo al giorno d’oggi è diventato fondamentale. Non possiamo permetterci di “perdere tempo” seguendo inutili discussioni che non porteranno assolutamente a nulla.
Impariamo anche a diventare degli esempi per i più giovani e per i nostri figli (per chi li ha).
Al posto di alimentare inutili discussioni che ti faranno perdere tempo dando solo l’illusione di essere dei protagonisti, prova a “filtrare-cancellare-nascondere-sospendere”.
Ne trarranno sicuramente beneficio:
1) Tu come persona
2) il Tuo tempo
3) il Tuo fatturato

Domande frequenti su come filtrare i contenuti Internet

Cosa significa realmente filtrare i contenuti su Internet?

Filtrare i contenuti significa decidere consapevolmente quali argomenti, profili, commenti e conversazioni meritano la nostra attenzione. Non vuol dire eliminare tutto ciò che non condividiamo, ma ridurre l’esposizione a contenuti inutilmente aggressivi, ripetitivi, offensivi o capaci di provocare reazioni impulsive senza produrre alcun confronto costruttivo.

Filtrare i contenuti rischia di creare una bolla informativa?

Sì, questo rischio esiste. Se nascondiamo sistematicamente ogni opinione diversa dalla nostra, possiamo finire in un ambiente digitale che conferma soltanto ciò che già pensiamo. Il criterio corretto non dovrebbe quindi essere “non sono d’accordo”, ma “questo contenuto mi informa, mi aiuta a capire o alimenta soltanto rabbia e conflitto?”. Una posizione diversa può essere utile; un battibecco sterile, molto meno.

Perché rispondere a un contenuto sgradito può farne comparire altri simili?

Le piattaforme osservano le interazioni degli utenti. Commentare, condividere, aprire ripetutamente un contenuto o trascorrere molto tempo a leggerlo può essere interpretato come un segnale di interesse, anche quando l’interazione nasce dal fastidio. Per questo rispondere continuamente a pubblicazioni che ci irritano può aumentare la probabilità di incontrarne altre dello stesso tipo.

Qual è la differenza tra nascondere, non seguire, rimuovere e bloccare un profilo?

Nascondere un singolo contenuto interviene soltanto su quella pubblicazione. Non seguire permette generalmente di non vedere più gli aggiornamenti di una persona senza interrompere necessariamente il collegamento. Rimuovere elimina il contatto dalla propria rete, mentre bloccare impedisce interazioni e accessi più ampi. La scelta dovrebbe essere proporzionata al problema, evitando di usare il blocco come risposta automatica a ogni divergenza.

Quando è meglio ignorare un contenuto invece di rispondere?

È preferibile non rispondere quando la conversazione è costruita per provocare, quando l’interlocutore modifica continuamente l’argomento, ricorre agli insulti o non mostra alcuna disponibilità a confrontarsi sui fatti. Prima di intervenire può essere utile chiedersi: “La mia risposta chiarirà qualcosa o servirà soltanto ad allungare la discussione?”. Non ogni provocazione merita il privilegio di una risposta.

Filtrare i contenuti può migliorare il benessere personale?

Una gestione più selettiva del flusso informativo può diminuire sovraccarico, irritazione e distrazioni. Il beneficio, però, non dipende soltanto dalle funzioni offerte dai social network: è necessario anche riconoscere le proprie reazioni automatiche, interrompere lo scorrimento compulsivo e stabilire limiti di tempo. La tecnologia può aiutare, ma non può sostituire completamente l’autocontrollo.

Come si distingue una moderazione corretta dalla censura?

La moderazione stabilisce regole per proteggere uno spazio da insulti, minacce, spam, discriminazioni o comportamenti fuori tema. La censura, invece, elimina opinioni legittime soltanto perché sgradite. Chi gestisce una pagina dovrebbe pubblicare regole chiare e applicarle in modo coerente, intervenendo sul comportamento scorretto e non semplicemente sulle idee con cui non concorda.

Perché le aziende dovrebbero filtrare e moderare i commenti?

Un’azienda deve proteggere la qualità delle conversazioni che si svolgono nei propri spazi digitali. Commenti offensivi, truffe, spam e contenuti ingannevoli possono danneggiare gli utenti e la reputazione del marchio. La moderazione non deve però diventare uno strumento per cancellare critiche fondate: una contestazione autentica dovrebbe essere ascoltata e gestita, mentre un attacco personale o un contenuto illecito richiede un intervento diverso.

Eliminare un commento negativo tutela sempre la reputazione?

No. Cancellare una critica legittima può aggravare il problema e far percepire l’azienda come poco trasparente. Prima di eliminare un commento bisogna distinguere tra una recensione negativa, una segnalazione documentata, un’offesa, una provocazione e un messaggio pubblicitario indesiderato. La reputazione si difende soprattutto rispondendo con competenza e dimostrando di saper gestire anche il dissenso.

Quali contenuti dovrebbero essere filtrati nelle pagine aziendali?

È ragionevole intervenire su spam, collegamenti fraudolenti, dati personali pubblicati impropriamente, minacce, volgarità, discriminazioni, contenuti illegali e messaggi completamente estranei alla conversazione. Le semplici opinioni negative non dovrebbero essere eliminate automaticamente. Una policy di moderazione pubblica aiuta utenti e amministratori a comprendere in anticipo quali comportamenti non sono accettati.

I filtri automatici sono sufficienti per moderare una comunità online?

No. I filtri possono intercettare determinate parole, espressioni o comportamenti ricorrenti, ma non comprendono sempre il contesto, l’ironia o il significato reale di una frase. Possono inoltre bloccare commenti innocui oppure lasciare visibili messaggi problematici formulati in modo ambiguo. Per questo la moderazione automatica dovrebbe essere affiancata dal controllo umano.

Come si possono proteggere i bambini dai contenuti non adatti?

Gli strumenti di controllo parentale sono utili per limitare siti, applicazioni, acquisti, tempi di utilizzo e contenuti destinati a un pubblico adulto. Da soli, però, non bastano. I bambini devono imparare a riconoscere pubblicità ingannevoli, richieste sospette, contatti sconosciuti, contenuti manipolati e situazioni che richiedono l’intervento di un adulto. La protezione più efficace combina strumenti tecnici, dialogo ed educazione digitale.

Controllare l’attività online dei figli significa violare la loro privacy?

Dipende dall’età, dal livello di autonomia e dal modo in cui viene esercitato il controllo. Una sorveglianza nascosta e indiscriminata può compromettere la fiducia. È preferibile spiegare quali strumenti vengono utilizzati, quali rischi si vogliono prevenire e quali regole valgono per tutta la famiglia. Con la crescita, il controllo dovrebbe lasciare progressivamente spazio alla responsabilità personale.

Come si riconosce una discussione online che sta diventando dannosa?

Alcuni segnali sono la ripetizione degli stessi argomenti, il passaggio dai fatti agli attacchi personali, il bisogno di controllare continuamente le notifiche e la sensazione di rabbia che continua anche dopo aver chiuso l’applicazione. Quando una conversazione non produce più comprensione, interromperla non significa aver perso: spesso significa aver riconosciuto che continuare non porta alcun beneficio.

Filtrare i contenuti può aiutare anche la produttività lavorativa?

Sì. Le interruzioni frequenti, le notifiche e le discussioni prive di utilità consumano tempo e frammentano la concentrazione. Se una persona usa i social network anche per lavoro, dovrebbe distinguere i momenti destinati alla pubblicazione, al monitoraggio e alla risposta da quelli dedicati alle attività che richiedono attenzione continua. Non tutto ciò che appare urgente in una bacheca è davvero importante.

È utile stabilire un tempo massimo per l’uso dei social network?

Può essere utile, soprattutto quando l’accesso avviene in modo automatico o interferisce con il lavoro, il sonno e le relazioni. Oltre a impostare limiti temporali, conviene disattivare le notifiche non necessarie, evitare di aprire le piattaforme durante attività complesse e controllare periodicamente quali profili si seguono. La qualità del tempo online conta più della semplice quantità.

Con quale frequenza bisognerebbe rivedere le proprie preferenze e i profili seguiti?

Non esiste una frequenza valida per tutti, ma una verifica periodica può impedire che la bacheca venga occupata da account ormai irrilevanti, fonti poco affidabili o argomenti che non interessano più. È utile domandarsi quali contenuti informano, quali intrattengono e quali provocano soltanto distrazione o malessere. Un ambiente digitale sano richiede manutenzione, proprio come qualsiasi altro spazio frequentato ogni giorno.

Come si evita di confondere un contenuto sgradito con una notizia falsa?

Il fastidio non è un criterio di verifica. Una notizia può essere vera anche quando mette in discussione le nostre convinzioni, così come può essere falsa pur confermandole. Prima di nascondere o condividere un contenuto è opportuno controllare la fonte, la data, l’autore, le prove presentate e l’eventuale conferma da parte di fonti indipendenti. Filtrare bene significa anche non usare il proprio stato d’animo come metro della verità.

Qual è la regola più utile prima di commentare un contenuto?

Fermarsi e valutare lo scopo della risposta. Possiamo chiederci se stiamo aggiungendo informazioni, ponendo una domanda sincera o aiutando qualcuno a comprendere meglio il tema. Quando l’unico obiettivo è dimostrare che l’altro ha torto, scaricare irritazione o ottenere l’ultima parola, probabilmente la scelta più utile è non pubblicare il commento.

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Sono un Consulente Marketing Digitale, parte del mio tempo lo dedico come volontario presso NADIA Onlus per portare nelle scuole secondarie di primo grado l’argomento “Opportunità e pericoli della Rete“.

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