COME fare guest blogging.

 

[ndr]

Questo articolo è scritto per chi vuole avere un’idea su “cosa fare” e su “come fare guest  blogging” in modo semplice e costruttivo.

Se sei un professionista del blog, e magari un SEO, fermati qui e risparmia 5 minuti del tuo prezioso tempo. Scrivo per le aziende e per i blogger in erba.

Vorrei focalizzarmi su chi vuole diventare un blogger di riferimento nel cibo, nella cosmetica e nel mondo fashion in generale, e dare loro alcuni consigli per iniziare a fare le cose seriamente.

Il blogging è una dimensione che prolifera di fantasiosi soggetti che decidono, un bel giorno, di diventare X-blogger (con il simbolo “X” identifico tutto quello che viene prima del termine a cui è associato: in questo caso Food, Fashion, Travel e chi più ne ha più ne metta).

Le piattaforme web oggi permettono di dare a tutti la libertà di parola. “Un grande passo per l’umanità” [cit.], a mio avviso. Ne consegue che, con pochi sforzi, è possibile aprire un proprio blog e scriverci all’interno le proprie passioni, le proprie capacità professionali o semplicemente le tue idee e sensazioni. Non sempre viene fatto in modo utile.

 

Che cosa fa un Blogger?

  • Il blogger scrive contenuti per i lettori
  • Il blogger non fa link building fine a se stessa

 

Questa guida non è vangelo ma ti potrà servire in futuro per capire come muoverti nel mondo blogger ottenendo quattro cose importanti:

  • più attenzione da parte dei lettori
  • più coinvolgimento dei lettori
  • un gradino in più di autorevolezza agli occhi degli algoritmi
  • articoli sulla tua piattaforma che indicizzano meglio

La mia definizione di blogger: soggetto che, attraverso i contenuti che pubblica, aumenta e sviluppa la condivisione ed il dialogo.

Significa che non devi chiedere a millordicimila aziende di spedirti dei campioni per poi scrivere che il prodotto è fiko. Questo non è fare blogging: questo è fare i mercenari.

Per capire invece che cosa vuol dire essere blogger ti invito a leggere Riccardo Esposito: uno dei più quotati ed esperti di Blog in Italia. Uno di quelli bravi insomma. Ti consiglio il suo libro su “fare blogging”: pochi euro per tanto know-how
Fare blogging: Il mio metodo per scrivere contenuti vincenti

Esperienza personale sul guest blogging

Alcuni miei clienti sono subissati di richieste di invio campioni per assaggiare, testare, provare e scrivere una recensione. Alcune volte li inviamo dopo una mia personale cernita e dopo aver eseguito un’analisi su chi scrive, cosa scrive, e come si presenta a noi. Il passo successivo è verificare la stesura dei suoi contenuti ed il grado di coinvolgimento che sviluppa.

Non sempre sono dei mostri sacri: esistono anche delle persone in gamba alle prime esperienze (e quindi prive di importanti risultati) che vengono comunque da me premiate per la loro volontà, capacità e passione. A loro offro qualche consiglio per fare bene.

Nella maggior parte dei casi noto alcune difficoltà nel comprendere che, per fare il salto di qualità, sono necessari alcuni requisiti fondamentali che proverò a descriverti.

• Il blogger scrive contenuti per i lettori • Il blogger non fa link building fine a se stessa Condividi il Tweet

Come realizzare un buon guest posting

Quando la maggior parte dei blogger iniziano a preparare i contenuti, solitamente si soffermano su un obiettivo che riguarda una ricetta (foto o video), una scarpa, un prodotto, o quanto di più collegato al bene materiale che devono recensire. “Ma che bello! Ma che buono! Ma ci ho fatto la torta ci ho fatto! Ma c’è il mare! Ma che bel rossetto rosso, verde, viola! Questa scarpa è fèscion!”  …e avantiii!

Il link che parte da questi articoli mira principalmente a due mete:

* la home page

* il prodotto (se e-commerce)

* una pagina standard pubblica

…e Google lo ha capito ed imparato (qui è quando Google ti dice cosa ne pensa dei link nei guest post)

Quando Google scoprì il mercato nero della link building,  decise nella maniera de “il Padrino” di dirci questo: “ammè.. mica me piace il tuo modo de fare bbisìnness! …U miu consigliu, picciotto, … femmate ccà!”

In effetti, Matt ti dice che oltre ad incazzarsi andrà a penalizzare pure l’azienda che, vista a suo modo di analizzare la cosa, riconosce come committente del link comprato.

Se proprio vuoi fare bbisìnness metti il “no follow” al link in uscita!

Oppure, se sei bravo bravo, fai apparire i link in uscita come naturali (te lo spiega Matt qui sotto)

 

 

Google (in primis), ma anche altri motori quali Yahoo! e Bing, non sono più dei semplici BOT ma hanno strutturato la loro ricerca di risposta con numerosi algoritmi che lavorano tutti insieme. In poche parole: stanno diventando sempre più semantici.

Per citarne alcuni di Google tra più famosi:

– Hummingbird

– Panda

– Penguin

– Knowledge Graph

– Pigeon

– Top Heavy

– Rank Brain

Ognuno di loro, con la propria specificità e con oltre 150.000 varianti di calcolo cadauno, lavora insieme all’altro per riuscire ad ottenere una sola, semplice, cosa:

la migliore risposta alla domanda fatta, mostrando i migliori contenuti in Rete ed il più attinenti possibile alla risoluzione della domanda stessa.

Quello che prima era “keywords” e “link” ora non funziona più: ciò che funziona sono i contenuti di valore per gli utenti.

Ti chiedo:

– Vuoi diventare un/una blogger influente?

– Sì? Allora perché “perdere tempo” a scrivere articoli dove il massimo a cui puoi aspirare è qualche like?

– È davvero tutto qui il guadagno che ti aspetti?

– Hai mai confrontato il tuo contenuto con quello dei più famosi blogger italiani e mondiali?

Se lo hai fatto, avrai capito immediatamente cosa c’è che non va nel tuo blog.

 

Ciò che devi fare non è scrivere: tu devi conquistare!

  • Conquistare il lettore
  • Conquistare i motori di ricerca

Per conquistare il lettore devi avere ben chiaro CHI È il tuo lettore: per chi stai scrivendo? Devi identificarne il suo profilo, la “personas”. (qui è dove Rosa Giuffrè ti spiega cosa sono le personas)

Conoscendo il tuo lettore puoi utilizzare un modo di scrittura consono alla sua preferenza di lettura. Se non sai per chi scrivi come puoi pensare di avere successo?

Per conquistare i motori di ricerca, invece, devi dare contenuti di valore e convincenti.

Chi decide se i tuoi contenuti sono convincenti? Semplice: decidono i tuoi lettori nel momento in cui sono coinvolti e generano un’azione. Quindi se non conosci i primi non arriverai ai secondi.

Mentre le persone non comprano prodotti ma relazioni, storie, e magia, gli algoritmi cercano anche le informazioni. La miglior strategia per sviluppare un articolo è riuscire ad offrire tutte e due le cose.

I siti che soddisfano i clienti si posizionano meglio perché vengono letti e condivisi non solo dagli amici. Ne consegue che: il meccanismo che gli algoritmi utilizzano per valutare la credibilità di una risorsa, tende a emulare il concetto di fiducia e autorevolezza che usiamo noi umani.

Da quanto sopra se ne deduce:

  • se mi scrivi che hai provato un prodotto e lo hai trovato carino/simpatico/buono, e mi metti il link come sopra, mi stai semplicemente dicendo che ti hanno “pagato” per scriverlo. ( = poca autorevolezza, scarsa attenzione, attivazione dei tristi mietitori di Google)
  • se invece mi scrivi che – hai vissuto un’esperienza magnifica dove hai imparato un sacco di cose che mi scrivi e condividi, ed hai trovato delle info che metti subito a disposizione, che un prodotto vive di caratteristiche che mi spieghi, condividi e mi lasci, …e poi ti invito a seguirlo su FB/Tw/G+/Instgr… perché ci sono dei valori aggiunti, …e poi metti delle CTA (Call To Action) all’articolo – allora il tuo contenuto balza in avanti a piè pari agli occhi di chi legge (utente) e di chi analizza (Bot).

In fondo, proviamo a metterci nei panni dell’utente: quale post sarà più interessante dei due? Quale autorevolezza acquisisce un/una blogger così?

Come costruire un guest post?

A prescindere dall’argomento trattato io mi concentrerei su questi punti:

  • Mappa mentale sull’argomento e relative keyword o long tails
  • Blocco riassuntivo che descrive gli argomenti: ci sono ottimi plugin che permettono in maniera semplice e veloce di utilizzare un indice in questo modo.
  • Sezione informativa che identifica l’argomento in modo chiaro
  • Sezione valutativa esprimendo pregi e difetti (se ci sono) dell’esperienza vissuta
  • Niente ridondanze solo per allungare il post: finirebbe per stancare
  • Elementi di valore aggiunto: link ad offerte, cadeau, e-book, link a strumenti utili etc..
  • Frasi interrogative nei contesti sviluppati: la domanda è sempre un ottimo stimolo per generare un’azione di feedback

 

Sei d’accordo su quanto ho scritto?

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