Off Line + On line = “In-Line” !

Comunicare in-line

Offline + Online =  In-Line
è la nuova comunicazione…

Da piccolo aspettavo sempre di sentire il babbo arrivare a casa dal lavoro, perché sapevo che insieme a lui poteva esserci la nuova copia di Topolino che avrei divorato tutto d’un fiato..
Da piccolo andavo con la nonna a far la spesa e visitando con lei i negozi succedeva sempre che qualche leccornia o qualche gadget finisse all’interno di quelle borse di rete che usava per raccogliere gli acquisti.
E poi c’era il telefono,  quello analogico, fisso, con la rotellina che diventava quasi un’avventura fargli fare un giro a caso, senza sapere cosa succedesse in risposta a quel gesto. Al pomeriggio, dopo scuola, c’era il grest, il ritrovo di tutti i ragazzini per giocare, spesso accanto ad una parrocchia di quartiere: era la meta preferita del giorno quella, ed il tempo passava in un baleno.
Aspettando la sera, finivo davanti alla tv, arrivata tardi a casa mia, in bianco e nero e dapprima con 2 canali: “il primo” ed “il secondo” (non esisteva il nome Rai1 e Rai2) e successivamente la conquista storica del numero 5 cioè tutti i canali disponibili aggiungendo ai primi due “svizzera” “capodistria” e ” telemontecarlo“.. Le trasmissioni iniziavano alle 17 circa durante i giorni feriali; alle 11 il sabato mentre la domenica alle 10, con la Santa Messa.

Non vi ho descritto ricordi di vita vissuta 100 anni fa, ma solo di 40 anni… Potete immaginare quale salto generazionale sia stato fatto da allora?
Chi si aggira intorno alla mia età, se ci pensa un po’, lo capisce.. Parliamo di svolte epocali.

Senza soffermarmi su “era meglio o era peggio” desidero considerare come le nostre vite, il nostro modo di comportarci, sia cambiato radicalmente. A quel tempo si viveva in camere blindate, dove l’informazione veniva calata dall’alto, ed era considerata verità! Se era necessario procurarsi un prodotto, di qualsiasi tipo, il solo modo per farlo era recarsi in un negozio, chiedere al negoziante, spesso ritenuta persona affidabile, se quella marca era meglio di un’altra, e tornare a casa. Se qualcosa andava male, si ripeteva la procedura, altro viaggio, altro tempo perso, cambio della merce (forse), e di nuovo a casa. Il mondo era questo, racchiuso in più o meno 50kmq.
Il mondo si muoveva certo, ma vederlo oggi sembra come un bambino che muove i suoi primi incerti passi.

Ora saltiamo al presente: con uno smartphone, un tablet e la Rete è possibile immergersi nel mondo, conoscere chiunque sia necessario o utile, muoversi tra mille argomenti, mille canali mediatici, cercare o supportare un contenuto verso un prodotto o un brand, acquistare in qualsiasi angolo del pianeta ed essere attori attivi e partecipi all’azione del palcoscenico chiamato “vita sociale“…
Oggi tutto si svolge così.
Non esiste una vita diversa da questa nel mondo occidentale, se non per scelta radicale. Il mondo viaggia dentro e fuori di noi, il mondo è connesso come siamo connessi noi, chi più chi meno. Parlare di comunicazione off line o comunicazione on line non ha più senso: siamo tutti IN LINE. Viaggiamo permeati di connessioni vere e virtuali, che mescoliamo e facciamo interagire tra loro per creare il nostro modello di vita, il nostro status, decidendo il chi – cosa – come – quando..  La potenzialità in nostra mano è unica e non ha ancora finito di crescere. Tutto è interazione!
non ha più senso quindi parlare di off e on ma di “IN” – è necessario capire questo per impostare tutte le nuove regole della comunicazione e tutte le nuove strategie: è importante per i professionisti della comunicazione ed è importante per i fruitori, i direttori marketing, i responsabili PR etc…

La cosa più importante, ad ogni modo, rimane oggi come allora la capacità singola di ognuno nel saper analizzare e di saper scegliere i dati ricevuti, cogliere le opportunità, essere attivi e dinamici e non farsi coinvolgere nelle correnti oceaniche delle informazioni che arrivano copiose e senza valori predefiniti (nel bene e nel male) che porterebbero solo a ritrovarsi naufraghi in mezzo al mare…

In fondo, la libertà è proprio questo: scegliere! La scelta comporta responsabilità e la responsabilità implica esposizione in prima persona… forse è per questo che esigiamo la libertà purché qualcun altro ci dica cosa fare.

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