L’intelligenza Artificiale è già tra noi, e sta già portandoci via il lavoro.

Nel settore digitale se ne parla, tra gli specialisti e gli scienziati è già realtà, nella vita quotidiana si sa poco, in politica quasi nulla.

Eppure ci troviamo davanti ad un baratro di proporzioni enormi: e chi ci sta andando dentro, a tutta velocità, è il nostro futuro. La nostra vita.

Prendendo spunto da Seth Godin e replicando quello che predico ai pazienti ragazzini che mi ascoltano quando li incontro negli appuntamenti scolastici e parlo loro di “Opportunità e pericoli della Rete“, vorrei approfondire questo argomento che assomiglia più ad un uragano piuttosto di un orizzonte sereno.

Consiglio di porre l’attenzione su questi personaggi che di AI ne sanno parecchio:

• David Orban: Docente universitario alla Singolarity University

• Yuval Noah Arari: scrittore e conoscitore dell’evoluzione umana

L’intelligenza artificiale è già in mezzo a noi.

Non è necessario pensare di vedere robot umanoidi gironzolare per le strade o per le case assomigliando ad esseri umani più o meno belli per accorgersi che gli algoritmi si stanno impadronendo del nostro mondo. Il semplice sensore che controlla la temperatura di un ambiente, ed in caso di incendio attiva i sistemi di sicurezza, rappresenta una piccola parte di una piccola Intelligenza Artificiale.

Idem per i sistemi di controllo di areazione, o programmi che trovano voli e destinazioni 100 volte più velocemente e decisamente meglio di un’ottima ricerca fatta a mano.

Facciamo qualche esempio di cosa può già fare una Intelligenza Artificiale?

Ecco alcune delle già innumerevoli cose che una AI può fare molto bene:

Intrattenimento

• Previsioni del tempo

• Giocare

• Contare le calorie

• Leggere una radiografia

• Preparare un indice per un libro

• Giocare a poker molto bene

• Giocare a scacchi molto bene

Analisi

• Scegliere un volto da una folla

• Analizzare e dividere in base alla qualità dei prodotti

• Capire profitti e perdite di una grande azienda

• Scegliere un volo

• Pilotare un aereo

• Mantenere la temperatura della casa

• Suggerire indicazioni e mappe

• Monitorare un neonato prematuro

Lavoro

• Saldare, colorare, assemblare

• Mettere annunci on line

• Scrivere un articolo di giornale

• Leggere documenti di cause legali

• Confezionare

• gestire una Hall di un albergo

• Gestire un impianto di irrigazione

Comunicare con gli umani

• Guardate dove è arrivata Alexa, di Amazon: (guarda su YouTube qui https://youtu.be/qHkJuxA9Fv0)

Questo sistema di gestione cose e dati su algoritmi fa parte della nostra vita quotidiana: questa è già Intelligenza Artificiale che opera a fianco dell’essere umano.

Il fatto che venga, oggi, assecondata e reputata “normale” non esclude il fatto che rimanga comunque un’evoluzione impensabile fino a pochi anni fa.

Sotto la nostra disattenzione, queste intelligenze crescono, rimpiazzando sempre di più l’azione umana.

Questo processo tecnologico non si stanca, non smette di evolversi, senza intento positivo o negativo (non è Terminator per intenderci): lavora e impara. Costantemente, velocemente, perfettamente.

Con le AI saremo inutili e lenti in uno spazio efficientissimo, perfetto. Condividi il Tweet

Giorno dopo giorno, il sistema prenderà il sopravvento semplicemente perché noi stessi avremo ceduto a lui il controllo.

Ci troveremo di fatto ad essere inutili e lenti in uno spazio lavorativo efficientissimo, quasi perfetto.

La differenza sostanziale tra noi e loro si evidenzierà nella velocità di comprensione ed evoluzione: la loro è esponenziale, la nostra no.

Le conseguenze per la vita sociale umana saranno qualcosa di mai visto e conosciuto prima.

Moltissime persone staranno a guardare questa evoluzione, forse disattente o distratte dal quotidiano, sino a quando la stessa volgerà il proprio sguardo elettronico nella loro direzione per portare via tutto quello che hanno. Tutto!

– Cosa possiamo fare?

– Cosa dobbiamo fare?

Dobbiamo porre a noi stessi una semplice e, al contempo, difficilissima domanda: “Cosa posso diventare affinché un computer non mi porti via quello che sono? Come posso farlo in maniera più efficiente possibile e più inimitabile possibile aumentando così la distanza tra me e le AI?”

È una domanda che dovrebbe far parte della crescita di qualsiasi persona per migliorare se stessa ogni giorno, prima ancora di difendersi da una AI, e che oggi diventa urgentissimo trovarne la risposta per non essere travolti dagli eventi molto, molto presto.

Se impareremo a scoprire quale sarà la nostra USP, saremo salvi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *