Digitali significa rincoglioniti?

Tutti pensiamo che telefonare mentre si guida possa distrarre l’attenzione dalla strada ma nonostante questo vedo moltissime persone intente a parlare al telefono seppur consci di rischiare 5 punti di meno sulla patente e, cosa ben più grave, un incidente.

Per questo motivo ho cercato di capire se esisteva una classifica, un test, un grafico che mi facesse comprendere se, quanto sopra scritto, fosse una pratica comune oppure no.

Da un campione di persone prese tra i 18 ed i 65 anni, che guidano almeno una volta al giorno, ho scoperto qualcosa di terrificante.

AT & T è l’agenzia che ha commissionato questa ricerca negli Stati Uniti (paese ligio alle regole) ed ha scoperto che il 70% di loro utilizza regolarmente il proprio telefono mentre guida.

Quindi ne deduco che la Rete Sociale a cui apparteniamo ci rapisce ogni giorno di più: possibile che non siamo in grado di porre un limite o un freno a questa grave situazione?

Ed i nostri giovani? Pensate a loro! Mentre noi siamo nati analogici ed abbiamo incontrato per strada questa tecnologia, loro la vivono nel proprio DNA, per loro è consuetudine starsene ore e ore agganciati ad uno schermo sterile, che vomita lettere e immagini senza nessuna emozione. E’ una perdita enorme nei valori insiti nella comunicazione, siete d’accordo? Se da una parte la comunicazione viene arricchita con video suoni ed immagini dall’altra ne soffre terribilmente per la mancanza di emozione, di “feeling“.  I nostri giovani non lo sanno, ne sono inconsapevoli perché non conoscono altro modo per comunicare!

La perdita di sensazioni porta ad una continua ricerca di comunicare: immaginate di scrivere i vostri sentimenti e non riuscire a percepire dall’altra parte la risposta con la stessa capacità emotiva, annullata da un testo elettronico senza calore, in un circolo senza fine.

I nostri giovani accentueranno ancor di più il fatto che utilizzare il telefono alla guida (quando saranno patentati) diventi una pratica “normale”, ma se non inventeranno le auto robotizzate, avremo per strada una moltitudine di distratti.

Ora, tutti sappiamo che scrivere sms sia molto pericoloso soprattutto con questo ammennicolo “touch” che toglie completamente lo sguardo dalla strada, ma i risultati che ne sono usciti vanno di gran lunga oltre a questo!

Grafico statistiche uso del telefono durante la guida

L’attività di scrittura è sopra ad ogni altra azione eseguita durante la guida dell’auto, ma l’invio di e-mail, la navigazione web, la pubblicazione sui social sono pratiche comuni in molte persone. Capite bene che fare queste cose sul proprio telefono significa non avere sotto controllo la situazione attorno a noi: significa che siamo circondati da potenziali omicidi costantemente. Ecco, mettiamola in questo modo: ogni volta che mi muovo in auto, potrei incontrare un potenziale omicida pronto a colpire.

La cosa più allarmante?

il 30% delle persone che pubblicano su Twitter durante la guida, ad esempio, ammette che “lo fa tutto il tempo”…

Io dico: possiamo mettere tutte le regole del mondo e fare migliaia di leggi, ma se non “cambiano” noi stessi prima di tutto, non lamentiamoci se poi le cose non vanno nel verso giusto.

Questo vale per tutto.

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  • In effetti è molto particolare questo fenomeno, è un po’ come un gatto che si morde la coda: più abbiamo modi per comunicare e più l’esigenza di comunicare in qualche modo è sentita. Probabilmente dipende molto dall’incapacità, dei più, di saper utilizzare il medium stesso.

    • Ciao Athenabruna, grazie per la tua interessante osservazione.
      In effetti spesso ci facciamo utilizzare dal medium e non il contrario; ne consegue che l’esigenza di comunicare diventa sempre più impellente sino a diventare in alcuni casi una vera e propria patologia.
      Credo che la comunicazione digitale di normale utilizzo, sebbene io ne sia un utilizzatore, ci rechi un danno intrinseco che ci rende pigri e privi di stimoli. Entriamo in questo modo in un corto circuito dove da una parte si sente l’esigenza di avere un riscontro umano al nostro contenuto divulgato (che è identificabile con l’emozione), dall’altra l’assoluta incapacità di tessere relazioni vere in cui la persona è realmente partecipe coinvolgendo anche la sua parte fisico-sensitiva. Ne consegue l’annullamento della cognizione psico-temporale come ad esempio l’utilizzo del telefono durante la guida.

      • Non voglio diventare una “bacchettona” perché il web mi piace, mi piacciono i social network – al di là del lavoro, intendo – però l’esigenza dello scambio vecchio stile diventa, ad un certo punto, molto più forte. Strano che altri non provino questa esigenza; capisco coloro che conoscono solo questo modo di comunicare, ma noi che siamo passati da un sistema ad un altro? Chissà, forse davvero è una questione di educazione.

  • Proprio ieri sera mentre parlavo in una conferenza dedicata ai genitori delle scuole medie con tema inerente ad “internet e cyberbullismo” che identifica uno degli argomenti del progetto “scegli la Libertà” di Nadia Onlus, sostenevo che i ragazzi non conoscono altro modo di comunicare se non attraverso uno schermo. Quando li vedi assieme, stanno quasi tutti digitando nonostante si trovino uno di fronte all’altro. Per loro è così che si fa, e questo mi preoccupa.
    Per noi “bacchettoni” invece le cose cambiano leggermente: nel nostro piccolo mondo attraverso il digitale scopriamo spazi molto più grandi che ci permettono cose fino a poco tempo fa inimmaginabili. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: separazioni, addescamento, frodi, lottery, etc..
    Come sostieni tu, giustamente, è solo questione di educazione, soprattutto per i piccoli per i quali dobbiamo fungere da esempio inequivocabile.

    🙂

    • A proposito di dare l’esempio: quando ero all’università mi dava tremendamente fastidio quando i docenti, durante le sedute di laurea, si alzavano durante una discussione per per parlare al telefono o mandavano sms senza nemmeno prendersi la briga di andarsene. Da immaginare la scena vista dalla parte del laureando!

  • Terribile: personalmente quando devo incontrare dei fornitori non ammetto interruzioni di cellulari (io stesso dal mio cliente metto in silenzioso la suoneria prima di iniziare il nostro incontro) – Se dovessero interrompere il colloquio per rispondere al telefono, possono anche alzarsi e andarsene, significa che non hanno priorità nemmeno in fase operativa. Per me sono “out”.

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