Quanto costa aprire un e-commerce?

È una domanda che ho sentito molte volte in giro a cui pochi hanno saputo (o voluto) dare una risposta seria e concreta.

Mettere on line una vendita di prodotti (qualsiasi essa sia) richiede una serie di conoscenze ed un’analisi profonda di fattori che interagiranno con tutto quello che ruoterà attorno al sito, che altri non è che la parte visibile di una struttura molto più complessa. (Qui trovi le 5 regole da rispettare prima di aprire un e-commerce)

Oltre alla semplice domanda “Quanto costa aprire un e-commerce?” credo sia necessario anche chiedersi:
• Come funziona un e-commerce?
• Come si costruisce un e-commerce?
• Come fare guadagnare un e-commerce?
• Come si registra fiscalmente un e-commerce?
• Quanto deve fatturare un e-commerce di prodotti?

Se vi sembrano domande da poco, provate ad approfondire con il vostro commercialista anche solo la quarta di queste domande e capirete in quale rovo vi state per infilare.

Un e-commerce non guadagna solo perché “è on line”

Mettere in line dei prodotti equivale a spostare un oggetto da una credenza della cucina ad un’altra. Né di più né di meno.
Nonostante là fuori vi siano milioni di utenti che navigano, ci sono centinaia di migliaia di negozi virtuali che stanno offrendo qualcosa uguale a te.

Domanda: “Come la mettiamo?”

Risposta: “Ah! Ma allora non è una cosina semplice: eppure c’è mio cugGgino che ha fatto un sito ed ha già venduto per un milione di euro.
Ok: allora la prossima volta oltre alle parole sarà meglio che ti mostri anche le fatture di vendita.”
Così, giusto perché fidarsi è bene, non fidarsi è meglio.

Scherzi a parte, partireste con poche migliaia di euro a disposizione per aprire un punto vendita reale?
No vero?
Fate bene!
Buttereste via soldi in men che non si dica.
Anzi, non comincereste proprio.
Lo stesso vale per un negozio virtuale: un e-commerce è un negozio! Punto.
Costa come un negozio e, se siete bravi o vi fate affiancare da quelli bravi, può performare meglio di un negozio.

Un negozio virtuale costa.
Costa farlo.
Costa mantenerlo.

Aprire un e-commerce: i costi da sostenere

Poco tempo fa mi sono confrontato su un gruppo Facebook con altri professionisti del settore digitale e della vendita on line per capire se le mie analisi corrispondevano alle loro riflessioni sulla domanda posta.
Ne è scaturita una interessante discussione confermando quanto vado sostenendo e addirittura implementando quello che io avevo previsto.

Ripeterò fino allo sfinimento che aprire un e-commerce costa.
Costa in tempo, risorse, energie e denaro.
Aprire un e-commerce che funziona non è per sprovveduti. Ne va della salute economica dell’azienda e dell’investimento messo in campo.

E-commerce contro la crisi

Molto spesso si pensa che per aiutare a superare il momento prolungato di crisi sia sufficiente aprire un e-commerce.
Due pagine, un CMS, una bella grafica, un po’ di pubblicità e poi giù di vendite.
Personalmente non ho mai vito un cosa del genere funzionare anzi, molto spesso cose di questo tipo chiudono dopo due tre anni (e sono la maggior parte).

Per quale motivo intrinseco una vendita on line dovrebbe funzionare con quanto scritto sopra? Ecco le risposte più banali.
• Perché è  visibile a migliaia di persone.
• Perché tutti vendono allora lo faccio anch’io.
• Perché “è facile”
• Perché è il trend del momento

Sono alcune delle mille supposizioni che sento da parte di imprenditori di ogni tipo in molteplici settori.
Non ci si rende conto però che online abbiamo a che fare con mostri della vendita, che spendono decine di milioni (milioni!) di dollari per trovare e generare soluzioni sempre più sofisticate per essere visibili ed adatte ad accompagnare il futuro cliente verso la scelta più conveniente.
Non ho scritto “la scelta più economica”: ho scritto conveniente.

Alcuni concetti fondamentali:

1) Mettersi a lottare contro questi mostri è pressoché impossibile.
2) Trovare gli spazi dove questi colossi non arrivano è la soluzione.
3) Verificare se esiste una domanda consapevole e presidiarla
4) Trovare il profilo del potenziale cliente
5) Posizionarsi nella mente del potenziale cliente scalzando il leader (se possibile)
6) Creare una Rete Sociale ( non Social Network intendo rete di rapporti sociali)

Una volta trovate le risposte a questi punti si tratta di mettere in piedi la Strategia di vendita: vostra, unica ed inimitabile.
Infine: capire il più velocemente possibile il processo decisionale di acquisto dei clienti per focalizzare gli investimenti sulle azioni che funzionano.

Tutto fatto? Molto bene!
Prima di iniziare a scrivere i numeri per aprire un negozio virtuale, vi segnalo che quanto fatto sopra vi avrà richiesto almeno qualche settimana di lavoro. Probabilmente con l’aiuto di validi professionisti. Lavoro che potete tranquillamente inserire nel budget di spesa dell’avvio dell’attività di commercio on line.

Le spese vive più comuni per aprire un e-commerce

– Realizzazione del sito e delle pagine di e-commerce
È pur vero che esistono siti che vendono un solo prodotto e si tratta di progetti web mono pagina, ma un e-commerce di solito gestisce svariate offerte di prodotti e relative varianti. Il costo è molto molto variabile e gli aspetti da valutare sono tantissimi. Per darvi un’idea leggete questa pagina del mio sito in cui offro una case-history relativa alla consulenza per trovare il miglior fornitore adatto a costruire il progetto web di un’importante azienda.
Diamo come costo medio una somma che si attesti sui 7.000€ (ma possiamo arrivare senza sforzo anche a 20/30.000€)

– un responsabile web
Serve un collaboratore che si occupi di far funzionare il sito mantenendolo aggiornato, verificando le mail di richiesta o degli ordini, ed evadere questi ultimi gestendoli con il magazzino. Gli ordini devono essere preparati per essere recapitati anche al reparto amministrativo.
Costo di questa persona: 20.000€/anno

– un amministrativo
Serve un collaboratore che registri entrate e uscite e svolga il tipico lavoro di ragioniere per avere un registro fiscale in regola.
Costo parziale di questo operatore: 5.000€/anno (È un collaboratore che fa molte altre cose in amministrazione)

– Gestione magazzino
Serve una persona che gestisca anche solo parzialmente il magazzino e le spedizioni (compresi eventuali resi).
Costo parziale di questo operatore: 5.000€/anno (È un collaboratore che fa molte altre cose in logistica)

– Pubblicità on line
Senza pubblicità un progetto e-commerce stenta a decollare (a meno che non siate dei geni del growth-hacking). In mezzo a migliaia di proposte è necessario investire denaro per aumentare il livello di visibilità con comunicazioni mirate e focalizzate per posizionarsi nella mente del cliente.
Un budget iniziale di spesa non può essere inferiore a 12.000€/anno (prendiamo come fornitori solo Google AdWords e Facebook Ads)

– Consulente web marketing e uno specialista SEO
Queste persone lavorano con strumenti molto costosi, utili ad estrapolare analisi e dati che misurano il grado di visibilità del vostro progetto. Inoltre, il lavoro che devono fare è costante e pressante per permettere ai contenuti di essere condivisi, essere visti, essere apprezzati e di conseguenza essere portati verso la prima pagina di ricerca dei motori.
Non potete considerare meno di 15.000€/anno

– Fotografia dei prodotti
Sembra una cosa semplice, ma si tratta dell’immagine del prodotto che desiderate vendere: non può essere lasciato in mano ad un principiante con un telefonino e magari senza luci e senza un minimo di conoscenza che gli permetta di esaltare tutte le caratteristiche dell’oggetto.
Se non avete un ricambio periodico di prodotti, il lavoro più importante viene fatto all’inizio.
Consideriamo per cui due giorni abbondanti di lavoro di un fotografo per circa 2.000€

– Quanto volete guadagnare dal vostro e-commerce?
Vi va una cifra iniziale di 1.500€/mese – 18.000€/anno? (parliamo di niente per lo sforzo necessario da fare)

– Mancano tutti i costi fissi di magazzino, di giacenza, di gestione varia, le tasse, l’invenduto, eventuali comunicati stampa, etc.. etc..

Rimanendo a questi numeri assolutamente veritieri, dobbiamo avere a disposizione un budget annuale di circa 66.000€
Se aggiungiamo l’ipotetico guadagno del vostro lavoro (1.500€ mensili) si arriva a 84.000€

Se il margine di guadagno “puro” è del 20% il vostro e-commerce deve fatturare almeno 300.000 €

Questi sono i costi reali di un e-commerce.

È possibile ottimizzare qualche budget? Sì, è possibile perché varia da settore a settore e da prodotto a prodotto. Ma non di molto.
Fino a quando non arrivate a fatturare cifre che vanno dai 250/300.000€ sarete in perdita e non starete costruendo un e-commerce che funziona ma semplicemente giocando con i vostri soldi.

Ho visto e-commerce partire con molto meno ma sono pochissimi: uno di questi Orlando Calzature (partito con una pagina Facebook).
Si tratta però di un caso molto particolare utilizzato come case-history anche al WMI di Alessandro Sportelli e Manuel Fae.

Approfondimento
Se volete sapere cosa serve per aprire un e-commerce eccovi un interessante articolo che vi mostra le molteplici variabili da analizzare per iniziare mettere in piedi il progetto on line selezionando hosting, dominio, server e quanto altro a livello tecnico. Articolo correlato: https://ecommercers.net/blog/costo-sito-e-commerce/

Siete d’accordo? Altrimenti scrivetemi qui come avete fatto a realizzare un e-commerce che guadagni per voi almeno uno stipendio di un buon operaio senza spendere le cifre riportate sopra..

È interessante vero? Lo condividi?

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