Conversational Marketing

Quando intrattengo rapporti di amicizia e di conversazione con altre persone mi riconosco in quell’essere che, innanzi a tutto, cerca di mettersi in contatto con chi mi sta ad ascoltare e interagisce con me: si tratta di trovare quella linea invisibile che connette le mie onde con le sue trasformando i suoni in sintonia d’intenti.

Che sia per motivi strettamente ludici o per ragioni professionali, è fortemente richiesta da parte mia la connessione. Non sarebbe possibile, altrimenti, far sì che quel tipo di conversazione abbia un risvolto positivo anche per il tempo successivo al presente e porti con sè la chiave per aprire nuovamente la porta della conversazione e soprattutto della fiducia. Sì, la fiducia, quel valore aggiunto che fa di noi non solo un conoscente o un fornitore, ma ci trasforma da conoscente ad amico e da fornitore a partner generando una parola preziosissima: fidelizzazione!

Sono convinto del fatto che non sia sufficiente essere dei perfetti professionisti, o delle perfette persone proprietarie del galateo, ma sia necessario avere quel valore aggiunto che ci rende in qualche modo unici; avete mai sentito suonare  Chopin da un pianista dell’est? E poi lo stesso brano da un interprete come Nikita Magaoff o Benedetto Michelangeli? Nel primo c’è la perfezione tecnica, quasi un robot, nei secondi c’è l’anima!!

Ecco, è l’anima che serve per essere Uomini.

Conversational Merketing, ovvero metterci il cuore
Conversational Marketing

 

 

 

 

 

Servono le nostre debolezze, le nostre incertezze che saranno sinonimo di umanità, e poi serve la responsabilità e la capacità di costruire insieme mettendo a disposizione il nostro sapere per il vantaggio di entrambi. In questo modo saremo uguali al nostro interlocutore, avremo messo sul tavolo la nostra vera faccia dimostrando fiducia verso chi ci sta di fronte, solo a quel punto la persona che stà davanti a noi si sentirà libera di fare lo stesso. Solo a quel punto avremo raggiunto l’unione comunicazionale, la conversazione vera, saltando a piè pari la facciata difensiva che ci limita.

E’ un modo d’essere che porta risultati nel tempo, quel tempo che serve per conoscerci, per parlare, per capire chi sei e chi sono, per fidarsi uno dell’altro, per crescere insieme.

Non servono a nulla le presunte scienze di PNL e le strategie di vendita: le ritengo delle armi per colpire e non dei plus come vogliono mascherarli. La mia sincerità è la mia strategia, io sono così come sono e ti offro quanto sono capace di offrire, nè di più nè di meno.

Esattamente come ho redatto questo post.

Questo, secondo me, è il “conversational merketing“.

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