Conosco virtualmente o personalmente SEO Specialist dai quali posso tranquillamente prendere spunti e consigli, tra questi Andrea Cappello, Giorgio Taverniti, il Tagliaerbe Davide Pozzi, Luca Bove, Jacopo Matteuzzi, Maurizio Ceravolo, Emanuele Tolomei, Erminia Guastella, Ivano di Biasi
poi ci sono una miriade di galassie che si definiscono degli indicizzatori ma che in realtà, scavando a fondo, si trova ben poco di realmente efficace.

La figura SEO non ce la dobbiamo immaginare come un nerd brufoloso tutto cicche scadenti e brufoli, ma una persona che conosce la Rete, che conosce chi la popola, che attinge dalla propria esperienza, dai propri errori e dall’insegnamento di altri come lui. E’ un po’ markettaro e un po’ informatico, un po’ giornalista un po’ scienziato, è senz’altro curioso ma soprattutto è uno che non smette mai di studiare e imparare.

Attraverso quelli che conosco personalmente e con i quali ho avuto modo di collaborare, attraverso la lettura di quelli che invece conosco solo attraverso un browser ed un Social o un Blog, ho redatto un piccolo elenco di come i loro concorrenti discount spacciandosi per degli specialisti SEO finiscono presto per fare un danno sia all’azienda che ha commissionato loro il lavoro sia a chi di SEO ne sà davvero un bel po’

 

SEO, strategies,

 

 

 

I motivi che ho riscontrato del loro fallimento sono, in generale, questi:

1) Essi si concentrano sul sito e non sulle pagine
Ricordarsi che Google indicizza pagine e non siti è fondamentale.
I motori di ricerca vogliono mostrare contenuti interessanti per i propri clienti e sempre di più cercano il modo di capire se i contenuti di una pagina possono fare al caso loro, per il tuo bene, quando cerchi un’informazione.
Fino a quando non diventeranno semantici tutti i robot cercheranno di far interagire una miriade di informazioni per “dare valore” ad un contenuto: questo contenuto deve essere riconosciuto come importante dai motori.
I Social media sono una parte fondamentale di questo valore, ma questo è un altro capitolo da approfondire (e da studiare).

2) Essi costruiscono link al posto di guadagnarsi link
la “link building” viene vista dai motori sempre più come spam e per il motivo di cui sopra, è necessario che l’azione venga rivolta alla valorizzazione dei contenuti: valorizzazione che deve portare a guadagnarsi l’apprezzamento dei lettori che condivideranno il tuo contenuto e ti premieranno con un link.
Quindi: i link guadàgnateli e non costruirteli!

3) Essi targhettizzano troppe frasi e troppe keyword
mettendo troppa carne al fuoco si rischia di bruciare tutto e rimanere con un pugno di cenere (e detta da un vegetariano calza a pennello).
Concentrati su 2 o 3 frasi e non di più.
Aiuta i robot a capire che sei importanti per quel preciso argomento su quella pagina.

4) Essi sono troppo concentrati sulla tecnica e non sui contenuti
il SEO è composto da un 20% di tecnica e da 80% di strategia di contenuti: questo non dimenticarlo mai!
La tecnica aiuta a comprendere la lettura del codice della pagina e del suo contenuto, ma è il contenuto ad essere il RE dell’indicizzazione. Ed un guerriero SEO questo lo sa molto bene.

5) Essi non fanno “Brain storming”
Una delle caratteristiche principali per un buon SEO è fare brain-storming: prendere tutte le persone interessate, a volte anche il cliente, e praticare questa tecnica di incontro. Non si può sapere da quale parte possa arrivare una buona idea, una “money keywords” per la miglior strategia SEO.

6) Essi non offrono un esempio reale di SEO
Non offrire questo esempio è come andare dal meccanico con un problema e non farsi dare la diagnosi del problema ed un preventivo prima di iniziare il lavoro. Tu, ti fideresti? Offri sempre al tuo cliente sia il diagramma di flusso sia un esempio concreto di ciò che hai raggiunto. Può rivelarsi anche un ottimo sistema per ricordare che il cliente ha acquistato qualcosa di tangibile, che può verificare e soprattutto che ciò che potrebbe chiedere in più diventerà motivo per offrire un’ulteriore quotazione:  non può esistere il “tutto compreso”, giusto?.

7) Essi si concentrano sulla posizione e non sulle entrate
Uno dei più grandi specialisti SEO, Neil Patel, conferma che la maggior parte delle agenzie SEO hanno un approccio sbagliato alla realizzazione dei loro progetti: esse infatti si concentrano esclusivamente sul posizionamento e non su come far guadagnare soldi ai propri clienti. Quest’ultima frase deve risultare la tua più importante risorsa perché sarà quella che ti farà diventare migliore e aumenterà la tua reputazione digitale.
Cerca di ottenere risultati, non posizioni.

8) Essi si concentrano sulla quantità e non sulla qualità
Non dire quanti articoli, quante DEM, quanti contenuti scrivi: dimostra ai clienti quanto, quello che scrivi, è emozionante e coinvolgente, di conseguenza quanto viene condiviso! Dimostra quanta emozione coinvolgente costruirai per il tuo nuovo cliente.

9) Essi non sono organizzati
Ci sono tantissime cose che devono essere fatte quotidianamente per realizzare e mantenere un buon livello di lavoro e spesso non è possibile ricordarsi di eseguirle tutte per benino. Hai necessariamente bisogno di avere un tool (o più tools) che ti permettano di eseguire un controllo quotidiano delle cose fatte e quelle da fare:
https://basecamp.com/ è un ottimo tool per il check-list
https://www.checkli.com/ è un ottimo tool per costruire una check-list

10) Essi non leggono BLOG SEO
Sembrerà strano ma leggere i blog è una cosa estremamente dura e richiede tantissimo tempo, per non parlare delle newsletter… ma questo è ciò che DEVE essere fatto! Ogni giorno cerco di leggere la maggior parte dei blog che seguo (soprattutto di web marketing): ci passo anche due o tre ore così devo trovare qualcos’altro da associare, tipo portare a spasso il cane. E’ come prendere due piccioni con una fava. Trovatevi dei buoni posti in cui ci sono contenuti preziosi, condivideteli e implementateli con le vostre opinioni, andate a spiare quei ragazzacci che ho citato qui sopra e non scordate di confronatrvi anche con il mondo oltre confine.
Volete qualche consiglio su cosa leggere “via da qui”?
http://blog.seogroup.com/top-40-seo-blogs-to-read-in-2014/
oltre a quelli che vi ho segnalato qui sopra, ovviamente.

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